La Moneta Complementare è uno strumento finanziario alternativo e parallelo agli strumenti finanziari e alla moneta legale del singolo Paese. Il suo obiettivo è quello di supportare le economie nei momenti di crisi ma anche quello di costruire un’alternativa all’attuale sistema finanziario. Qualunque sia il livello che si vuole raggiungere nella costruzione di una moneta complementare (MC), ci sono alcuni obiettivi fondamentali che devono essere raggiunti perché se ne faccia un’esperienza significativa, ovvero che incida realmente nell’economia dell’area interessata:

Questi elementi sono: 

  1. La MC deve essere legale. Per ottenere questo obiettivo non è possibile emettere moneta tout court: la funzione dell’emissione monetaria è riservata alle Banche Centrali e nella Comunità Europea al sistema IS-ML costituito dalle banche centrali dei paesi membri che stabilisce la quantità di moneta necessaria al livello dell’economia raggiunto e demanda alla BCE di aggiungere o togliere la moneta necessaria o eccedente. Questa procura riguarda la cd “base monetaria”, ma non tiene conto della moneta che viene creata sul debito dalle banche commerciali (e che costituisce circa il 90% della moneta liquida in circolazione). Nemmeno si tiene conto dei titoli di Stato che svolgono una funzione monetaria (Keynes li classificò come M3, nella struttura da lui ideata della massa monetaria: M1, le monete e banconote, M2 la moneta bancaria, M3 i titoli di Stato). Nulla, quindi, può impedire che una società di capitali possa emettere obbligazioni che vengono sottoscritte interamente da un’associazione ad essa legata e che circolino in frazioni gestibili elettronicamente, come se fossero una moneta. Queste obbligazioni devono essere a tasso negativo, in questo modo, alla fine del periodo di demurrage, il loro valore sia praticamente nullo. In questo modo la società emittente può emetterne quante ne vuole perché esse non incidono sul livello di indebitamento della società.
  1. Una MC deve poter essere utilizzata per finanziare investimenti, anche in parte rispetto al totale del progetto da finanziare. Ovvero, tutte le risorse locali necessarie per attivare il progetto devono poter essere pagate con la MC, mentre le risorse che vengono da altre aree dovranno essere pagate nella moneta di riferimento nazionale. Se la MC non consente i finanziamenti, non serve praticamente a niente. E’ questa la ragione principale per cui tutti gli esperimenti di MC in giro per il mondo e in Italia sono economicamente insignificanti. 
  1. Una MC deve essere in grado di dare a tutti i membri della comunità  un reddito di esistenza (che abbiamo chiamato RdC, ma poi questo nome è stato “usurpato” dai 5S che l’hanno attribuito a una misura di assistenza simile al programma Hartz IV in vigore in Germania da quasi vent’anni e che non ha nulla a che vedere con il Reddito di Cittadinanza Universale che è un diritto di tutti i cittadini. Oltre a svolgere una funzione sociale decisiva, il RdC è essenziale per sostenere la domanda di beni che nascono dagli investimenti ed innesta un circolo virtuoso di produzione – consumo (o meglio, per almeno il 70% della produzione, di fruizione dei beni prodotti). 
  1. Una MC che funzioni deve essere emessa secondo rigidi criteri scientifici, e il progetto Faz è l’unico progetto al mondo che ha stabilito i criteri di emissione e di calcolo del livello di ricchezza intorno al quale deve attestarsi la generazione di moneta. Inoltre, la MC deve essere sottratta ad ogni criterio di potere, per evitare distorsioni, favoritismi e corruzioni nella distribuzione della moneta emessa. Questo punto è anche decisivo, poiché intorno a una moneta siffatta si può costruire un diverso modello di relazioni sociali e economiche. 

Sulle ragioni per cui una MC deve essere fondata sul tasso negativo e sul RdC vedi infra e la numerosa letteratura in proposito sulla Faz e la sua costituzione. Faz sta per Zona di Autonomia Finanziaria, ed è l’embrione di un nuovo modello di struttura sociale. 

La FAZ si fonda su questi due elementi fondamentali: 

  1. Moneta a tasso negativo
  1. Il tasso negativo costituisce l’unico strumento possibile (oltre all’eliminazione tout court del denaro) per togliere alla moneta la sua funzione di riserva di valore. Il denaro ha perso già da tempo ogni fisicità poiché non è più legato né all’oro né ad altri beni fisicamente individuabili, ma la sua creazione è già ora determinata dalle richieste di indebitamento. In altri termini la banca crea il denaro che occorre per gli investimenti ma si appropria di parte consistente della ricchezza prodotta attraverso gli interessi. Il tasso negativo elimina gli interessi e la rendita finanziaria, il che non significa eliminare le attività finanziarie che possono svolgere una funzione utile, ma eliminare il parassitismo dell’attività finanziaria. Esattamente come l’eliminazione della rendita fondiaria dopo la rivoluzione francese non ha fatto cessare le attività agricole. Il tasso negativo toglie al denaro ogni dimensione divina perché lo rende mortale come tutti i beni. 
  1. La moneta viene emessa da una Banca autogestita ad un tasso di interesse negativo che è determinato da un algoritmo che tiene conto dell’obsolescenza dei beni prodotti con gli investimenti finanziati dalla Banca;
  1. Il criterio di emissione della moneta è automatico: la Banca e i suoi funzionari non hanno alcuna discrezionalità né per la determinazione del RdC né per la concessione dei finanziamenti;
  1. La moneta viene emessa sui finanziamenti che vengono accordati. Per ogni finanziamento, viene emessa una corrispondente somma che viene distribuita tra i membri della FAZ a titolo di RdC. Esempio: nel mese di gennaio 2010 vengono erogati 5.000.000 di finanziamenti in Titan. La Banca crea altri 5.000.000 che vengono distribuiti tra i membri della FAZ all’inizio del mese successivo (se i membri sono 5.000 essi riceveranno 1.000 ciascuno). 
  1. I criteri di concessione del finanziamento sono i seguenti: 
    1. ciascun membro della FAZ dispone di una propria capacità di credito che è data dal livello di ricchezza della comunità. Per ricchezza si intende l’insieme delle conoscenze misurabili in termini economici. Il numero esatto deve essere trovato dal centro studi della FAZ secondo criteri meramente economicisti. Supponiamo che la capacità di credito di una FAZ da 5.000 persone sia di 30.000 a testa (complessivamente, quindi, di 150.000.000). Un membro della FAZ chiede alla banca di finanziare il suo progetto di 30.000 e la banca DEVE dargli il credito. Questo riduce la capacità complessiva di credito della FAZ ma solo temporaneamente, poiché la capacità di credito complessiva aumenta con gli investimenti e con la restituzione da parte delle imprese finanziate. 
    2. L’imprenditore, però, chiede un finanziamento maggiore della sua capacità di credito, poniamo di 1.000.000. Può ottenere il credito che richiede se presenta altri 97 soci che gli mettono a disposizione ciascuno 10.000 della propria capacità di credito che, sommati ai 30.000 fanno esattamente 1.000.000. Naturalmente la concessione di capacità di credito può variare da socio a socio: uno mette a disposizione a propria intera capacità (30.000) e un altro solo 1.000, l’importante è che il totale delle capacità di credito messe a disposizione equivalga al credito richiesto. (il meccanismo è analogo a quello delle società per azioni). 
    3. La capacità di credito aumenta con la restituzione delle somme richieste in prestito e con l’incremento della ricchezza (misurata in termini monetari) della FAZ. L’imprenditore che nell’esempio fatto, ha ottenuto in prestito il milione, quando avrà restituito al termine del periodo concordato il milione preso in prestito avrà una capacità personale di credito non inferiore al milione (presumibilmente maggiore se variano in positivo gli altri parametri finanziari della FAZ). 
    4. L’impresa deve restituire alla Banca esattamente la somma che ha ricevuto. Nell’esempio, riceve un milione e deve restituire un milione nel tempo di ammortamento dell’investimento (che varia da caso 

                            a caso). 

  1. Il tasso negativo comincia a decorrere dal giorno dell’erogazione della somma: se quindi il milione deve essere versato nell’arco di 5 mesi in rate mensili di 200.000 ciascuna, il tasso negativo comincerà a decorrere dal giorno dell’erogazione di ciascuna somma. 
  2. La creazione di somme per il RdC viene effettuata nel mese successivo all’erogazione di ciascuna tranche di finanziamento. 
  3. La Banca viene remunerata per le attività che svolge con importi sufficienti a coprire i suoi costi (non diversamente da come accade ora) ma non con gli interessi che non esistono. 
  1. I vincoli all’erogazione di prestiti sono quelli stabiliti nello statuto della FAZ. Ad esempio non possono essere finanziate attività fortemente inquinanti né produzione di armi eccetera. Lo Statuto della FAZ è discusso e approvato a maggioranza qualificata dai membri della FAZ.
  1. Tutti i membri della FAZ sono obbligati a prestare le proprie attività accettando moneta a tasso negativo in una percentuale che non può essere inferiore al 50% del prezzo, e questo finché le filiere economiche della FAZ copriranno in misura parziale le attività necessarie per vivere. Man mano che le filiere si completano la percentuale di accettazione sale (obbligatoriamente) di una percentuale determinata dalla Banca e deliberata dall’assemblea della FAZ a maggioranza.  
  1. L’emissione dei finanziamenti viene effettuata come “attestato di solidarietà societaria”, mentre l’accettazione delle somme avviene come “riconoscimento della solidarietà”. 
  1. Il Reddito di Cittadinanza
  1. Ciascun membro della FAZ riceve una somma uguale per tutti a titolo di RdC pari agli investimenti erogati nel mese precedente a quello considerato. 
  1. Il RdC è essenziale per queste ragioni etiche, sociali ed economiche:
  1. Il RdC libera dal lavoro coatto e consente a tutti di svolgere attività creative e di seguire le proprie inclinazioni;
  2. il RdC è la remunerazione del Capitale Sociale, ovvero dell’insieme delle conoscenze della comunità che costituisce un fattore di produzione. Infatti, senza quelle conoscenze non sarebbe possibile alcuna attività di produzione. 
  3. Il RdC non sostituisce ma si aggiunge al reddito individuale dal lavoro ed ai proventi della partecipazione ad imprese. 
  4. Il RdC pone tutti i membri della comunità nelle stesse condizioni di partenza ed è quindi realmente egualitario perché consente a tutti di fare in assoluta libertà ciò che vogliono della propria vita e del proprio talento, ma allo stesso tempo non mortifica le differenze e le ambizioni. 
  5. Il RdC sostiene in maniera equilibrata la domanda di beni e servizi, poiché esso viene misurato sugli investimenti. In tal modo soddisfa pienamente l’equazione di Fisher sulla moneta. 
  6. Il RdC ci porta fuori dalla logica della società fondata sul lavoro coatto e consente il pieno sviluppo dell’automazione e quindi la completa liberazione dell’umanità dal lavoro come schiavitù. 
  7. Il RdC riduce le tensioni sociali e rende enormemente in termini di sicurezza sociale, poiché consente a tutti di avere il necessario per vivere dignitosamente in funzione della effettiva ricchezza della società. 
  8. Il RdC riequilibra i rapporti interpersonali svincolandoli da ogni dimensione di costrizione economica e costituisce un elemento fondamentale per la completa liberazione della donna che non ha un lavoro remunerato. 
  9. Il RdC consente a tutti di dedicare all’istruzione personale ed all’aggiornamento professionale tutto il tempo necessario. La domanda e la produzione di cultura aumentano in modo esponenziale in una società dove vige il RdC. 
  10. Il RdC libera l’umanità dall’angoscia della necessità e dalla tirannia del tempo. Costituisce un reale salto di qualità per tutti gli umani.