Finalmente l’uomo nero sembra aver deciso di lasciare l’Italia. La luce in fondo al tunnel si fa sempre più forte e chiara, segno che il peggio sta passando. Forse è arrivato il momento di incominciare a riprendere quei discorsi bruscamente abbandonati a causa del sopravvenire del coronavirus. In particolare, ve n’è uno che merita di essere immediatamente riconsiderato: l’ambiente.

Nessuno più parla, bene o male, di Greta Thunberg, sembra come se l’intraprendente svedesina fosse scomparsa fra i fiordi della terra natia. Fortunatamente non è così, Greta è viva e vegeta e la sua presenza ci ricorda che la questione ambientale non è stata risolta.

L’uomo nero ha ammantato d’oblio ogni cosa ma è arrivato il momento di riprendere in mano tutti quei fili lasciati sospesi ed il primo è quello della questione ambientale.

Alla pandemia va riconosciuto il merito di aver squarciato il velo e di averci fatto apprezzare, incondizionatamente, quanto fosse bello e salutare un ambiente più silenzioso, meno inquinato, più colorato dei colori della natura, più vissuto dagli animali.Che significato riconnettere a queste bellissime sensazioni?

La risposta è semplice: in questo modo si campa meglio e, quindi, da ora in poi è necessario che l’aspetto ambientale venga considerato debitamente in ogni iniziativa.

Questo significa, ad esempio, che, prima di costruire nuovi edifici, sarebbe opportuno valutare la fattibilità della ristrutturazione o dell’abbattimento e della conseguente ricostruzione di quelli esistenti oppure che, prima di intraprendere improbabili iniziative economiche, sarebbe più utile effettuare un marketing territoriale in grado di individuare un migliore impiego delle risorse locali nel rispetto dell’ habitat naturale e sociale. Iniziative del genere, dove praticate, hanno dato ottimi risultati e, in particolare, al sud hanno consentito l’emersione di ottime iniziative economiche.

La lista sarebbe molto lunga ma gli esempi di cui sopra servono a mettere in luce come le soluzioni siano più semplici di quanto sembri con risvolti economici estremamente convenienti. Purtroppo per troppo tempo si è erroneamente ritenuto che la tutela ambientale non andasse a braccetto con l’intrapresa economica, fortunatamente oggi i fatti e la scienza hanno dimostrato l’infondatezza del precitato assunto.

A ciò ha contribuito anche l’uomo nero ma il prezzo che si è pagato è stato troppo alto e doloroso per dimenticare la tragica esperienza sofferta. Non conviene scoprire a questo prezzo che l’ambiente può essere tutelato anche attraverso lo smart working per cui non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo più tornare indietro. Il dado è tratto.